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Pescara Calcio Storia - Stagione 1971 1972
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Stagione 1971-1972
Nell'estate del 1971 alcuni "operatiri economici" tentano di intervenire con decisione nell'orbita dirigenziale della società A.S. Pescara.
Il fallimento di questo tentativo e una situazione economica precaria crea i presupposti per una possibile non partecipazione al Campionato.
Di qui la necessità del Presidente Galeota e dei suoi collaboratori di procedere alla vendita dei giocatori piu' richiesti.
Scongiurato il rischio fallimento si cerco' di programmare la stagione attraverso una politica che non prevedeva come punto cardine e focale "la scalata alla serie B".
Molte furono le critiche e gli attacchi che vennero mossi alla società, e in special modo al Presidente Galeota, nel momento in cui fu comunicato che l'A.S. Pescara aveva assunto alle proprie dipendeze, per la conduzione tecnica della squadra, due giovani "allenatori paesani"; Enzo Falini e Vitaliano Patricelli.
Falini era "un prodotto interno" in quanto proveniva dal settore tecnico giovanile biancazzurro mentre Patricelli,che si aggiunse in un secondo momento poco prima dell'avvio dei lavori a Villa Immacolata, proveniva da un'ottima esperienza sulla panchina dell'Angolana.
Il malcontento della piazza sportiva pescarese era pero' fondamentalmente generato dalla campagna vendite-acqisti.
Erano state effettuate le vendite di Lamiacaputo, palanca, Di Francesco, Giagnoni, Carrano, Cicogna, Di carlo, Miscia e per contro erano stati acquistati giocatori provenienti tutti da serie inferiore alla C e cioè Bonfante, Rigo, Paglialunga, Piccinini e Ciampoli.
Si era proceduto poi ad inserire in prima squadra elementi della juniores; Di Lello Cialini, Arditi, Ortolano e Gentile.
Tra mille polemiche e un clima difficile il duo Falini-patricelli inizio' ad operare stendendo un programma che prevedeva tre punti salienti;
1) Permanenza dell'A.S. Pescara in serie C;
2)Valorizzazione dei giovani e in special modo di quelli indigeni;
3)Riavvicinamento del pubblico alla squadra del cuore, anche per tramite e con l'ausilio della stampa locale.
La squadra rinnovata per i suoi 6/7 undicesimi inizio' la stagione nel ritiro pre-campionato nella quiete di villa Immacolata.
Per i due neo allenatori elemento basilare per la realizzazione del programma fu quello di operare con estrema sincerità, chiarezza e competenza cercando di responsabilizzare la squadra.
Nel contempo Patricelli introduceva importanti novità nella preparazione fisico-atletica curata e studiata nei minimi dettagli.
Tanto fu che alla fine di questo primo scorcio di preparazione il medico sociale nella visita a tutti gli atleti ebbe a riscontrare un miglioramento fisico non indifferente.
La successiva preparazione tecnico-tattica agiva su una formazione in cui come detto coesistevano realtà diverse (tecniche e anagrafiche).
L'impostazione di massima fu quella di affidare la difesa agli "anziani" sicuri ed esperti mantre per l'attacco si faceva leva sulla freschezza e l'imprevedibilità dei giovani.
La spina dorsale della squadra era dunque composta da Simeoni, De carolis, Prosperi e De Marchi mentre Moro e Ceccardi dovevano essere recuperati in quanto venivano da infortuni molto seri.
Maio era "la perla" della formazione ma su di lui pendeva l'ombra di una possibile cessione da un momento all'altro.
I giovani erano rappresentati dai vari Piccinini, Paglialunga, Rigo, Ciampoli, Marcolongo e Bonfante ai quali si aggiungevano i "giovanissimi" provenienti dalla juniores.
Lo schema tattico privilegiato si componeva di due punte (4-4-2) che era considerato il più adatto ad un campionato ostico come quello di serie C.
La prima gara giunse il XXXXXXX e all'esordio casalingo il Pescara si impose sul Matera grazie ad un gol di XXXXXXX. La gara, non troppo brillante e giocata con agonismo e volontà, servì soprattutto a rompere il ghiaccio e a gettare le basi per riavvicinare i pescaresi al Pescara.
Seguirono due partite in trasferta con Frosinone e Turris; pareggio con i ciociari e partita persa, su rigore e a tempo scaduto, con la Turris.
Con i mezzi a disposizione e i venti contrari la squadra iniziò un buon campionato con schemi tattici semplici ma efficaci. I biancazzurri si difendevano bene e riuscivano ad andare in goal con una certa naturalezza. La conferma del buon avvio arrivò dalla gara interna con Casertana.
La formazione campana, titolata alla B, subì all'Adriatico una netta sconfitta per 2 a 0.
Tutto sembrava andare per il meglio, con il lavoro svolto nel ritiro che dava i suoi frutti, quando iniziarono una serie di eventi che iniziarono a condizionare e a condannare il Pescara alla retrocessione.
Era il momento in cui alla preparazione pre-campionato doveva seguire quello della rifinitura. Il momento in cui bisognava dare un assetto tattico definitivo alla squadra e definire ruoli e reparti.
Sulla formazione modellata e preparata con tanto entusiasmo e competenza, che ben aveva intrapreso un difficile cammino, iniziarono invece ad abbattersi una serie di eventi sfavorevoli che colpirono in particolare le pedine chiave della rosa.
Nella gara interna contro il vasto, persa per 1 a 0 il libero Simeoni riportò la frattura della clavicola che lo mise fuori gioco per più di tre mesi.
Il centravanti De carolis nella gara di Frosinone per una evitabile "leggerezza" rimedio' una squalifica per 10 giornate.
Il portiere Ventura andò fuori uso per un infortunio in allenamento per la frattura di una mano.
Il cannoniere Rigo veniva venduto a Novembre al Belluno.
Questa concatenata serie di eventi sfavorevoli costrinsero il duo tecnico a tentare un recupero frettoloso di Ceccardi e Moro e all'inserimento in formazione dei giovani Arditi, Cialini e Di lello.
una situazione difficile tanto da non permettere a falini e Patricelli di far scendere in campo la stessa formazione per due domeniche consecutive. 
Il girone di andata fu concluso comunque concluso con  18 punti.
L'ottimo lavoro svolto da Falini e Patricelli non venne pero' apprezzato dalla stampa dai quali vennero fatti bersaglio di feroci critiche.
 
in allestimento

 

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