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Pescara Calcio Storia - Stagione 2006 2007
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  LA CITTA' DI PESCARA

 

La stagione 2006/07 si apre con l'arrivo di Davide Ballardini alla guida tecnica del Pescara.
Il 30 giugno 2006, poco dopo la lettera di dimissioni di Sarri, la società annuncia l'ingaggio del tecnico Ravennate che, come il suo predecessore, sarà all'esordio in serie B.
Inizia quindi per i biancazzurri una lunga stagione estiva con ritiro semi deserto condito da un calcio-mercato all'insegna dell'incertezza e delle rivoluzioni che si trascinerà fino a pochi giorni dall'inizio del campionato. Nel contempo, Paterna, già in giugno chiedeva aiuto al sindaco di Pescara D'alfonso per tentare di allargare la base societaria, lamentando il disinteresse dell'imprenditoria locale.
Paterna, comunque, che al suo ingresso aveva promesso programmazione e forte investimento sui giovani del vivaio biancazzurro sceglie di rischiare rivoluzionando la squadra, che bene si era comportata la scorsa stagione.
La rivoluzione parte, come detto, dalla panchina con l'addio a Sarri e con il gradito ingaggio per la piazza pescarese di Ballardini, allenatore emergente che bene aveva fatto a San Benedetto in serie C, per poi scottarsi con il Cagliari in serie A. L'ingaggio di Ballardini risulterà pero' un lampo isolato di fiducia della società in un’estate piuttosto grigia per i tifosi del delfino. Infatti mentre la lista delle pedine importanti che lasciano Pescara durante l’estate è lunga, quella degli arrivi rimane desolante.
Il reparto arretrato viene smembrato con la partenza del portiere Avramov ed i difensori Lorenzi e Pesaresi. Attacco e centrocampo rivoluzionati con gli ambiti Vigna, Croce e Matteini ceduti per esigenze di cassa e per analoghi motivi, salutano il Pescara Calcio anche Croce, Luisi, Baù e lo svincolato Cammarata. Tra le tante partenze anche quella del giovane centrocampista Paolucci alla Fiorentina (su cui il Pescara avrebbe dovuto costruire una programmazione).
Dunque dopo un'estate densa di incertezze e fatta soprattutto di dolorosi saluti, in perfetto stile pescarese, all'ultima ora, grazie alla cessione (in comproprietà) di Croce all'Arezzo, si sblocca il mercato. Nel capoluogo adriatico abruzzese giungono il difensore De Martis (proveniente dalla Torres), l’attaccante Ferrante (Ascoli), i centrocampisti Rigoni e Papini (Ternana), il mediano Moscardi, Antonelli (Chievo) e i giovani Spadavecchia (portiere dal Bari),  e Luci (attaccante).
La squadra assemblata nelle ultimissime fasi di mercato si trova quindi ad iniziare il campionato cadetto senza l'adeguata preparazione tecnico-fisica. La categoria che si trova ad affrontare il Pescara nella stagione 2006-07 è una serie B che pochi riescono a chiamare tale. Infatti nel corso dell'estate scoppia l'ennesimo scandalo calcistico-giudiziario. Le sentenze della così detta "calciopoli" nata dalle intercettazioni telefoniche al Manager della Juventus Luciano Moggi portano per la prima volta nella storia del Calcio italiano la Juventus in serie B con una penalizzazione partita da 30 punti per poi passare a 17. Dopo le sentenze dei tribunali, delle aule di conciliazione e della lega, le retrocessioni e le promozioni arrivano o rimangono in serie B squadre importanti e agguerrite come Juventus, Napoli, Genoa, Lecce, Bologna e Brescia.
Con queste concorrenti, la tifoseria biancazzurra, da sempre critica e scettica, risponde con delusione alla campagna acquisti con poco piu' di 1000 abbonamenti sottoscritti, considerando anche il costo maggiorato e l'assenza nel carnet delle partite della prestigiosa gara (inedita in B) con la Juventus. A seguito di una capagna acquisti preoccupante il direttore sportivo Iaconi, attraverso un'intervista ad un quotidiano locale, lancia l'allarme: "a Pescara il calcio sta morendo". Il ds Iaconi, nelle dichiarazioni, se la prende con il mancato entusiasmo della piazza e con l'indifferenza dell'imprenditoria locale che circonda il calcio pescarese.
Va segnalato che alla fine dell'Agosto 2006 i Pescara Rangers hanno festeggiato 30 anni di vita e di Curva Nord. La grande festa del club si è svolta nei locali dell’ex mercato ortofrutticolo di Pescara, dove  si sono ritrovati i protagonisti di mille avventure fatte di tifo, trasferte, coreografie, scontri, gemellaggi e tante altre cose del mondo ultrà e dove non sono mancati attimi di commozione quando, durante gli incontri, sono stati ricordati Marco Mazza e altri componenti ultrà storici scomparsi. Alla festa del trentennale dei Rangers hanno partecipato gruppi di rappresentanza di tante tifoserie italiane a testimonianza del prestigio di cui gode la piu' vecchia tifoseria organizzata pescarese.
Il 09 settembre 2006, poco dopo il 5o compleanno di solopescara.com, parte il campionato cadetto e il Pescara inaugura la stagione con la la sconfitta casalinga contro il Bologna per 1 a 0 dove i biancazzurri giocano praticamente per un solo tempo. Nell'esordio casalingo spicca l'assenza nella parte bassa dei distinti dei Fedelissimi che per tanto tempo aveva contribuito ad animare il tifo biancazzurro. La gara successiva a Mantova viene persa per 2 a 1 dopo l'iniziale vantaggio con il primo gol di Marco Ferrante ma la rimonta dei padroni di casa torna a evidenziare i limiti fisici di una squadra senza preparazione. Dopo due sconfitte, tutti a Pescara, si aspettano la prova di carattere, nella terza giornata.
All'adriatico giunge il Bari, con il quale si assiste, dopo una partita inenarrabile sotto ogni profilo, alla terza sconfitta del Pescara per 1-0 (il Bari non vinceva a Pescara da 10 anni). 
Dopo bari si apre di fatto la crisi che inizia a coinvolgere anche Ballardini. Le critiche di  quanti sottolineavano la rosa esigua dei biancazzurri colpiscono anche il tecnico ravennate reo di non aver fatto pressione sulla società per ottenere i dovuti rinforzi.
Ballardini eccessivamente ottimista si schiera dalla parte della società non lamentando mai pubblicamente la mancanza di giocatori idonei a garantire il campionato.
La situazione pero' non esplode grazie all'ottima prova di carattere offerta dai biancazzurri a Cesena che, nella 4a giornata, vanno in vantaggio di tre gol sugli emiliani prima di essere riagguantati al pareggio sul finale di gara. Il punto guadagnato in trasferta, muove la classifica e da respiro alla società inondata di critiche da una parte e elogiata dalla stampa forse compiacente dall'altra.
Il 24.09.2006 muore Ivo Melatti grande tifoso del Pescara diventato famoso negli anni 70 e 80 grazie alla sua passione eccentrica e popolare per i biancazzurri.
Nella gara interna successiva contro il Verona, per la 5a giornata, la curva che impaziente aspettava di poter gioire per la prima vittoria interna rimane fortemente delusa. Il pareggio con gli scaligeri a reti inviolate, in una gara da dimenticare, porta oltre al secondo punto al riaccendersi delle critiche e all'esposizione di uno striscione in curva nord con scritto "Paterna vattene" e all'inevitabile inizio dei cori contro il presidente stesso e contro il malcapitato Ballardini.
La crisi diventa inevitabile e, nonostante le smentite di Paterna, Ballardini inizia ad essere messo in discussione. Il ritardo di condizione, gli infortuni e i necessari quanto inconcludenti esperimenti in campo sul modulo della squadra non sembrano essere piu' scuse valide per il pubblico pescarese. Il definitivo tracollo del Pescara e della sua guida tecnica arriva a Modena dove i biancazzurri, nella 6a giornata, seppur seguiti da circa 200 splendidi supporters, perdono per 2-0 collezionando errori da cineteca.
Il giorno seguente la Pescara Calcio attraverso un comunicato ufficiale rende noto l'esonero di Davide Ballardini e contemporaneamente manda la squadra in ritiro a Norscia.
Si apre quindi la caccia al nuovo allenatore che porterà in riva all'adriatico l'italo-argentino Aldo Luigi Ammazzalorso, senza pero' passare attraverso le immancabili polemiche. Infatti dopo l'esonero di Ballardini la società di via mazzarino si era rivolta all'ex Maurizio Sarri inviandogli Bignone per le trattative. Sarri avrebbe sicuramente garantito una "pezza" da ricucire sia sul campionato che sul rapporto con la tifoseria.
Cosi' nella stessa serata dell'esonero di Ballardini (lunedì 9 ottobre 2006) Paterna annuncia, in un collegamento telefonico su Rai Tre, che l'accordo con Sarri era stato raggiunto e che si sarebbero soltanto dovuto mettere a punto i dettagli. Dopo l'iniziale entusiasmo, la mancanza di notizie delle ore successive introduceva, ancora una volta, ad una doccia fredda per l'intero mondo biancazzurro. Maurizio Sarri, dopo aver tenuto i tifosi e la società del Pescara sulla corda, alla fine, dice di no. Alla base del clamoroso no oltre al pessimo rapporto personale con Paterna, le mancate convergenze economiche, le dubbie garanzie di tornare sul mercato, anche la probabilità di contatti con altre società concorrenti (Arezzo e Crotone). Cosi' la società, spiazzata dalla probabile vendetta dell'ex tecnico Sarri, arriva, dopo un giorno di buio mediatico e di assolute incertezze, all'italo-argentino Aldo Luigi Ammazzalorso, senza panchina da due anni.
Ammazalorso esordisce all'Adraitico il 14 ottobre 2006, dopo solo tre giorni di panchina, nella gara interna con il Frosinone ma il Pescara, in caduta libera, perde nuovamente per due a zero con i ciociari neopromossi in B guidati da un'altro ex; Ivo Iaconi.
Inizia con il dopo Frosinone una durissima, quanto necessaria, contestazione da parte della tifoseria organizzata contro la società che si concretizza con lo sciopero del tifo condito da eloquenti striscioni di dissenso posizionati al centro della curva nord lasciata appositamente vuota.
Cinque giorni dopo la sconfitta con il Frosinone e l'inizio della contestazione arriva l'ennesima tegola in testa alla società di via mazzarino.
Il Pescara viene penalizzato di 1 punto dalla COVISOC per il ritardo nel pagamento dell'Irpef. Dante Paterna viene oltretutto inibito per sei mesi.
L'avventura del tecnico, giunto da Pineto, appare subito essere in salita e irta di ostacoli con un solo punto in classifica dopo 7 giornate. Il suo Pescara, di li in poi, alternando prestazioni convincenti ad altre assolutamente disarmanti riesce a raggranellare solo tre punti con Vicenza, Spezia e Treviso (tre pareggi). La trasferta di Torino contro la blasonata Juventus, del 11.11.2006, persa per 2 a 0 riporta il Pescara in caduta libera. Nonostante gioco e carattere sembravano essere in forte crescita, i biancazzurri si dirigono verso altre cocenti sconfitte (Trieste e Napoli). L'attesissima gara interna contro il Napoli di Reja e Calaio' va di scena, all'Adriatico, il 25 novembre 2006, in un clima reso se possibile ancora più rovente dallo sciopero del tifo pescarese e dall'arrivo di circa quattromila supporters napoletani. La città, blindata dalle forze dell'ordine, assiste inerme agli scontri, ai danni e all'ennesima sconfitta dei biancazzurri, che nonostante una grande partita giocata in 10 si devono arrendere, su rigore, al gol dell'ex di lusso Emanuele Calaiò. L'ex arciere biancazzurro senza troppo rispetto per i suoi ex tifosi esulta al gol condannandosi a futuri fischi dal pubblico pescarese che pure lo aveva tanto amato.
La rassegnazione inizia a prevalere sulla squadra che inizia a dare segni evidenti di nervosismo e di crepe insanabili negli spogliatoi. Segno evidente della fine emotiva e agonistica del Pescara Calcio sono le pesantissime sconfitte in trasferta con l'Arezzo (4-1) e in casa con il Rimini (0-5) che oltre a segnare un nuovo record negativo per la Pescara Calcio decreta anche la fine dell'avventura del tecnico italo-argentino.
Ammazzalorso,  viene  esonerato il 12.12.2006 e a condurre il Pescara viene chiamato l'atriese Vincenzo Vivarini già collaboratore tecnico di prima squadra, nonché osservatore per lo staff tecnico di tutte le avversarie. Vivarini, ex calciatore di serie B, cresciuto nel vivaio del Pescara, si trova a guidare una squadra in piena crisi e affronta la sua prima panchina con i biancazzurri nella difficile trasferta di Crotone il 16.12.2006. Sulla panchina dello stadio Comunale Ezio Scida di Crotone Vivarini, senza il patentino di seconda categoria, deve farsi accompagnare da Antonio Di Battista, (mister degli Allievi) e al suo esordio riesce a guadagnare un punto prezioso con un 2-2 che comunque lascia ben sperare.
Quella stessa sera del 16 dicembre 2006 l’emittente televisiva Rete 8 annuncia l'arrivo di uno sconosciuto acquirente italo-svizzero per la Pescara Calcio disposto a subentrare a Paterna.
La semplice notizia, seppur condita di se e di ma, inizia a riaccendere l'interesse per la squadra e l'entusiasmo dei tifosi. Il Pescara di Vivarini, intanto, termina il 2006 a quota 6 punti in classifica passando dalla cocente sconfitta interna per 2 a 0 con il Piacenza al pareggio esterno, a reti inviolate con l'Albinoleffe.
Il 2006 della Pescara Calcio si chiude nel peggiore dei modi (senza vittorie stagionali) ma dalla svizzera arriva il nome dell'Architetto, di origine pescarese, Angelo Renzetti.
Renzetti, uscito allo scoperto, si presenta ai tifosi con entusiasmo e passione e inizia a incamerare con Paterna, già dagli ultimi giorni dell'anno, una trattativa per l'acquisizione della società di via Mazarino. Cio' che accadrà di li in poi, nelle vicende societarie, a partire dal 2007, non ha precedenti nella storia della società abruzzese e diventerà ben presto una telenovela ricca di segreti, indiscrezioni, colpi di scena e tanti nuovi personaggi.
Allo stesso Renzetti, che dichiara di farsi portavoce e rappresentante di una importante e seria cordata di imprenditori determinati, si affiancano pero' le notizie, di giorno in giorno, di una serie di pseudo cordate interessate alla società pescarese (locale, milanese, del centro nord, etc.) che generano un grave clima di incertezza e confusione sia sulla stampa che nel cuore dei tifosi che a loro insaputa iniziano un autentico calvario. Gli incontri tra Paterna e Renzetti e le ripetute scadenze mancate portano finalmente ad un primo accordo e il 3 gennaio 2007 si diffonde la notizia dell'avvenuto passaggio di consegne.
I termini dell'accordo tra i due, non molto chiari, parlano di un acquisto progressivo fino a febbraio ma i dettagli vengono praticamente coperti dall'entusiasmo della città e dall'interesse per il calciomercato di gennaio ormai alle porte.
Renzetti nelle prime interviste dichiara subito di voler attuare un piano importante per un nuovo assetto societario con il progetto di aggregare altre forze economiche per formare un gruppo dirigenziale in grado di creare una base solida sulla quale costruire il futuro. l'Architetto svizzero annuncia quindi il tentativo di scuotere la piazza per far tornare l'entusiasmo attorno alla squadra e promette ogni sforzo, anche nel calciomercato, per riuscirvi.
il 13 gennaio 2007 il Pescara torna in campo nella gara casalinga contro il Genova (1a di ritorno) e allo stadio tornano i tifosi del Pescara per onorare la ricorrenza della scomparsa di Marco Mazza. Allo stadio in festa si assiste oltre alla prima vittoria del Pescara in campionato anche all'esordio del nuovo presidente Angelo Renzetti. Il Pescara vince 2 a 1 contro il Genoa guidato dall'ex centrocampista biancazzurro Giampiero Gasperini e oltre a onorare degnamente con una vittoria il grande condottiero Bubu' la squadra si lava via l'onta dell'unica squadra professionistica italiana a non aver mai vinto in una gara ufficiale.
Il giorno dopo arrivano anche le prime importanti notizie che riguardano il mercato arrivano infatti i primi 3 calciatori per Vivarini che sono il portiere Polito dal Catania, il terzino sinistro Mora e il centrocampista La Vista, entrambi provenienti dal Bari.
Le buone notizie pero', in casa biancazzurra non arrivano mai sole e un tranquillo martedì (16.12.2007), con ancora l’eco dell’entusiasmo per la prima vittoria in campionato, viene movimentato da una conferenza stampa indetta da Paterna nel suo ufficio di Mosciano per fare chiarezza su alcuni aspetti legati al passaggio di quote a Renzetti e alle garanzie che quest’ultimo dovrà offrire.
Nel corso del Tg Sport serale di Rete8, lo stesso martedi', viene mandata un’intervista a Paterna che sostanzialmente spiega di voler ricevere subito le garanzie da Renzetti, sbandierando il pagamento dell’Irpef fatto da lui pochi giorni prima.
Il cavalier Paterna nel ribadire di essere ancora lui il socio di maggioranza della Pescara Calcio dichiarava, nel servizio televisivo, che Renzetti doveva versare subito la cifra da investire nel mercato perché la società tra poco sarebbe stata sua, considerando la cifra come una cauzione che sarebbe poi stata restituita allo stesso Renzetti ad affari conclusi.
Nella stessa trasmissione viene poi intervistato Renzetti che risponde telefonicamente al cavaliere e allo studio dicendo che la cifra dell’Irpef pagata era dovuta ad inadempienze dello stesso Paterna e che nulla era dovuto (soldi) oltre a quelli pattuiti.
Nell'accesa trasmissione Renzetti, su di giri, si apprestava ad aggiungere che le garanzie richieste sarebbero state comunque soddisfatte e che avrebbe provveduto, per “accontentare” Paterna, ad acquisire in brevissimo tempo l’intero pacchetto azionario della Pescara Calcio.
L'architetto svizzero annunciava cosi', al telefono e in diretta tv, la costituzione di una nuova società denominata "pescara 70" con lo scopo di rilevare le quote della Pescara Calcio aggiungendo, nel clamore generale, i nomi dei suoi futuri soci: l’imprenditore italo-americano Massimiliano Pincioni, e il principe del Barhein Khaled Al Waleed Al Faud!
Il 16 gennaio segna dunque il primo grande colpo di scena nella poi lunga vicenda del passaggio delle quote societarie ma anche l'inizio del burrascoso rapporto tra Dante Paterna e Angelo Renzetti. 
La risposta di Paterna non si fa attendere e, già il giorno seguente, si diffonde la notizia di un ultimatum imposto dal Cavaliere per ottenere precise garanzie entro breve termine. Renzetti intanto come aveva preannunciato fonda e guida la nuova società Pescara 70 alla quale partecipano Massimo D’Ambrosio notaio pescarese, Roberto Giammarco promotore finanziario, Dimitri Galletti socio e direttore commerciale di agenzie immobiliari e Marino Miccini medico dentista di origine marchigiana (l'imprenditore italo-americano newyorkese e il principe arabo si sarebbero dovuti aggiungere in seguito).
La squadra intanto, il 20 gennaio, affronta la trasferta di Brescia ma i nuovi innesti non riescono a sfatare la maledizione del Rigamonti e il Pescara perde 2 a 1. La successiva gara interna con il Lecce del 26 gennaio 2007 porta un'altra importante vittoria per il Pescara di Vivarini che dopo una splendida gara si impone sui per 2 a 1 con gol di Martini e Antonelli. Sulla panchina pescarese a Vincenzo Vivarini si affianca ufficialmente l'ex calciatore biancazzurro Luigi De Rosa.
Arriva intanto il 31 gennaio 2007 e si chiude ufficialmente il calciomercato invernale nel quale il Pescara fa importanti acquisti determinanti per il proseguo del campionato. Arrivano a Pescara il portiere Ciro Polito dal Catania, il terzino sinistro Mora dal Bari, il centrocampista La Vista dal Bari, l'attaccante Nello Russo dallo Spezia, l'attaccante Vantaggiato dal Bari e infine rientra dal Lanciano il giovane Vellucci.
Partono invece Marco Ferrante a titolo definitivo per il Verona, Vitangelo Spadavecchia per il Catania e Andrea Carozza in prestito al Bari. Il Pescara ringalluzzito dalle vittorie e dal gioco convincente sembra essere a quel punto pronto per espugnare, in terra d'emilia, il Bologna di Ulivieri che versa in profonda crisi. La 2a giornata di ritorno del campionato cadetto, prevista per il 3 febbraio, viene pero' sospesa così come tutti i campionati nazionali di Calcio. Il 2 febbraio 2007, infatti, durante l'anticipo di campionato di serie A Catania-Palermo muore l'ispettore di Polizia Filippo Raciti colpito da un giovane tifoso catanese durante violentissimi scontri tra fazioni di teppisti pseudo-tifosi e la polizia di stato. La notizia della morte dell'ispettore e gli scontri violenti avvenuti nel teatro catanese dello stadio "Massimino" inducono il commissario straordinario della federcalcio Pancalli a bloccare ogni competizione sportiva. Il calcio, il mondo sportivo e ogni coscienza sana si fermano di fronte all'assurdo lutto. Le conseguenze portano all'immediata applicazione delle norme della legge Pisanu sulla sicurezza negli stadi e ad un inasprimento delle pene contro i tifosi violenti. I campionati ripartono quindi dopo una settimana di stop e tutti gli stadi non in regola con i dettami della normativa vengono tenuti chiusi.
Il mondo calcistico pescarese, dopo il lutto e lo stop forzato, riceve poi un'altra brutta notizia.
L'imprenditore italo-americano Massimiliano Pincione decide di recedere dalla neonata "Pescara 70", ritirando la quota già versata, dopo un incontro con Paterna e l'amministratore delegato Corvacchiola.
Nella piu' totale confusione e instabilità societaria il Pescara, nella 3a giornata di campionato del girone di ritorno, gioca in casa in un Adriatico deserto che viene ritenuto inagibile per la mancanza dei tornelli elettronici per l'ingresso dei tifosi. La gara Pescara-Mantova del 10 febbraio finisce comunque con un buon pareggio ottenuto a reti involate e in città iniziano i lavori per l'adeguamento dello stadio sotto l'immancabile pioggia di polemiche per ridarti e responsabilità.
Il 12 febbraio 2007, continuano i colpi di scena e il notaio D’Ambrosio, in diretta Tv, nella trasmissione Replay di Enrico Rocchi, dichiara che Massimiliano Pincione è rientrato a tutti gli effetti nella Pescara 70 (in teoria non era mai uscito), avendo chiarito col gruppo tutte le perplessità sorte in precedenza. Tra i tifosi biancazzurri e non solo cresce quindi l'attesa per la fatidica data del 15 febbraio; data in cui veniva fissata la scadenza per la conclusione del passaggio delle quote da Paterna alla Pescara 70.
Alla vigila del 15 febbraio pero' arrva un'altra importante, o presunta tale, notizia.
Dopo il rientro di Pincione, alla già semi nota cordata guidata da Renzetti, si diffonde la notizia di un interessamento (o qualcosa di piu') da parte di una figura che giunge dal Libano che avrebbe consentito di rivoluzionare la Pescara Calcio dalle fondamenta. Arriva finalemnte il 15 febbraio e con lui arriva anche il tanto atteso incontro tra i rappresentanti della Pescara 70 e Paterna che avviene presso lo studio del Notaio Marica Schiavone, in Trasacco (Aq).
Nello studio notarile avviene finalmente la lettura dell'atto notarile per il passaggio di consegne dell'intero pacchetto azionario della società Pescara Calcio da Dante Paterna alla Pescara 70. Secondo quanto diffuso dalla stampa l'intero pacchetto sarebbe costato alla nuova società 1.400.000,00 euro in assegni circolari.
La notizia del trapasso societario di Paterna non arriva a scrivere pero' la parola fine alla "telenovelas Pescara Calcio". La Pescara 70, infatti, rappresentata da cinque componenti, attraverso un aumento di capitale a 600mila euro, nel corso della stessa riunione, permette l'ingresso in società di Claudio Di Giacomo e Pierluigi Tavarner e grazie a questi viene esaudita la richiesta economica di Paterna.
Il colpo di scena sta nel fatto che la Pescara 70 conclude la trattativa senza utilizzare la quota monetaria di Renzetti (non presente nello studio notarile). L'aumento del capitale sociale unilaterale e l'aumento del numero dei soci portano di fatto alla delegittimazione di Renzetti che si trova di conseguenza a detenere una quota minoritaria della Pescara70 e fuori dalla corsa alla presidenza della nuova società.
La nuova Pescara Calcio non partiva dunque bene e si veniva ad aprire un nuovo periodo di incertezza legato alla carica di presidente, al ruolo dei nuovi soci e alla loro effettiva volontà di investire sulla squadra.
L'ambiente sportivo pescarese si ritrovò d'un tratto spettatore di eventi mai conosciuti nella storia della Pescara calcio considerando, oltretutto, che dopo anni di totale indifferenza da parte dell'imprenditoria nazionale e locale e indifferenza da gran parte delle istituzioni cittadine d'un tratto la società Pescara Calcio si ritrovava in mezzo a interessi cosi' forti da legittimare ogni possibile dubbio sulla bontà delle parti in causa.
Intanto, il 17 febbraio, nella 24ima giornata del campionato cadetto il Pescara guidato dal duo Vivarini-De Rosa espugna il San Nicola di Bari grazie all'ex Vantaggiato che contro i galletti segna due splendide reti regalando ai biancazzurri i primi tre punti stagionali in trasferta e la prima vittoria assoluta del Pescara a Bari.
Nonostante la vittoria di Bari, come era facile prevedere, Renzetti lascia la "carica" di Presidente della Pescara Calcio in attesa di decidere se abbandonare definitivamente il progetto "Pescara" vendendo le quote della Pescara 70.
Il 22 febbraio Renzetti ritira le dimissioni con questo comunicato:
"In riferimento alle dimissioni dalla carica di Presidente del CDA della Pescara Calcio S.p.a. da me rassegnate in data 18/02/07, con la presente sono a comunicarvi formalmente e ad ogni effetto di legge la revoca delle predette dimissioni e, pertanto, il mio intendimento di riassumere con effetto immediato la carica di Presidente del Cda della Pescara Calcio S.p.a"
Il 23 febbraio il CdA della neonata Pescara 70 riunitosi, accetta le dimissioni di Renzetti, non riconoscendo il successivo ritiro.
Paterna viene rieletto a sorpresa, ad interim, Presidente in attesa del nuovo CdA del 28 febbraio.
La squadra intanto continua nella positiva rimonta in classifica e nella gara casalinga del 24 febbraio 2007 contro il Cesena vince e convince per 1 a 0 con gol del neo acquisto Vantaggiato.
Lo stadio Adriatico, per l'occasione, viene aperto al solo pubblico abbonato per l'insufficienza del numero di tornelli installato.
Il cammino dei biancazzurri è pero' segnato dalla piu' completa confusione societaria e la squadra guidata da Vivaini e De Rosa esce sconfitta dal Bentegodi di Verona arrivando poi alla pesantissima sconfitta interna del 10 Marzo contro il Modena dell'ex Luisi (2-6).
Proprio il 7 Marzo 2007 viene scritta la parola fine sul capitolo "Paterna" e Pincione viene ufficialmente nominato presidente della Pescara Calcio dal consiglio di amministrazione della Pescara 70 (Presidente Pincione, vice presidente D’Ambrosio, con Di Giacomo, Galletti e Giammarco membri dello stesso CdA).
Il nuovo organigramma societario non era pero' destinato a durare molto e di li a poco gli stessi componenti del neo cda con l'intervento esterno e alternato di altri personaggi (Renzetti, Paterna, Tavarner, Di Giacomo e altri) daranno vita ad una vera e propria guerra intestina che accompagnerà il Pescara direttamente alla retrocessione.
La squadra infatti prosegue il suo cammino inglorioso attraverso cocenti ed umilianti sconfitte (Pescara-Napoli 0-1, Pescara-Arezzo 1-2, Pescara-Crotone 2-3 Pescara-Albinoleffe 2-3, etc etc.).
In un clima surreale e umiliante anche Danilo Iannascoli storica voce dell'Adriatico fin dal 1982 rassegna le proprie dimissioni con una lettera aperta al prsidente e ai tifosi.
Il 12 Aprile viene ratificato il nuovo CdA della società con le seguenti cariche:
Massimiliano Pincione Presidente, Claudio Di Giacomo Vice Presidente e Massimiliano Naddeo consigliere. Il 18 Aprile Pincione presenta alla piazza il suo progetto inglese con l'aiuto di Anthony Baron, sedicente rappresentante di una holding di investimento d'oltre manica.
Nella conferenza stampa all’Hotel Promenade di Montesilvano, dopo aver illustrato un progetto di ricostruzione e investimento di una holding inglese sulla Pescara Calcio, vengono stappate bottiglie di spumante.
Nonostante i progetti faraonici e i proclami di Pincione la situazione finanziaria precipita accompagnata da incertezza societaria, liti intestine dei soci e risultati scadenti della squadra.
In attesa della gara con lo Spezia, alla fine di aprile arriva il temuto pignoramento per il mancato pagamento dell’IVA ad opera dell’Agenzia delle Entrate. Il Pescara Calcio per la prima volta nella sua storia è ufficialmente sotto pignoramento.
A cornice della disastrosa situazione al termine della sconfitta interna contro lo Spezia (0-2) Vantaggiato si ferisce ad una mano scagliando un pugno negli spogliatoi. Per lui di fatto termina l'avventura in biancazzurro.
Lunedì 14 maggio 2007, nessun socio della Pescara 70 provvede alla ricapitalizzazione di un milione di euro della Pescara calcio. Pincione, Di Giacomo e Papa mancano l'appuntamento e rinunciano persino a presentarsi dall'amministratore Felizzi che a quel punto fissa una nuova scadenza a 15 giorni nel tentativo ultimo di scongiurare il fallimento.
Le scadenze relative al pagamento degli stipendi finalizzati all'ottenimento delle liberatorie indispensabili all'iscrizione del successivo campionato, dell'Iva e soprattutto dell'Irpef costituivano un vero e proprio ostacolo insormontabile.
Nei 15 giorni successivi i protagonisti della società mettono in scena un teatrino di basso profilo fatto di conferenze stampa e infinite partecipazioni a salotti televisivi che danneggia la Pescara Calcio e tutti i suoi sostenitori.
In un'intervista ad Andrea Sacchini di "Primadanoi.it" del 16/05/2007, Di Giacomo riassume gli avvenimenti.
"Sono entrato perchè si creò quella famosa cordata con il notaio D'ambrosio e Renzetti. Ho messo 100mila euro, eravamo in tanti, potevamo portare avanti il tutto con tranquillità. Purtroppo sono iniziati i problemi sin da subito.
Ritengo responsabile del fallimento di questo gruppo, solamente Pincione. Prima è uscito, poi per rientrare chiese la testa di Renzetti, una volta tornato a me chiese la testa della dott.sa Damiani.
Dopo due o tre giorni litigò con Tavarner, lo trattò a pesci in faccia.
Trascorse una settimana e mi chiese la testa del Notaio D'ambrosio.
In seguito, a distanza di 15 giorni entrò in disaccordo con Galetti, Miccini e Giammarco.
Poi la pecora nera sono diventato io, finendo per litigare con tutti i soci.
Io ho cercato sempre di mediare la situazione, per me chi fosse Pincione l'ho capito strada facendo.
L'unico responsabile è lui di questa situazione, ha preteso in modo arrogante di essere Presidente all'americana con un Cda privato di tutti i poteri, dicendo che lui avrebbe fatto fronte agli esborsi di denaro.
Ho scoperto che questo Principe, esiste, ma non so se Pincione lo conosce.
Se il Principe alza il telefono e chiama il direttore di una banca che io stesso ho fatto conoscere a Pincione, i soldi arrivano immediatamente, dato che questo direttore conosce personalmente il Principe perchè è stato suo cleinte.
Mi viene da ridere quando dice che è suo socio e non può fornirgli questo credito, Pincione millanta l'amicizia con il Principe.
Non è vero che Baron è in società con Pincione.
Il contatto di Fucilla risale ai tempi di Renzetti e lui ha ritrovato per caso il contatto.
Grazie a Pincione la società Pescara Calcio per la prima volta nella sua storia è stata pignorata.
Ha detto di lavorare 12 ore al giorno, ma questo lavoro cosa ha portato oltre affermazioni contradditorie e false che sono servite a screditare soci, istituzioni, tutti.
Questa storia è all'epilogo, domani in assemblea di Pescara 70 speriamo di portare denaro fresco. I presupposti ci sono, persone disposte ci sono, la condione è che lui parli chiaramente. Io credo che non lo farà.
Dice che manderà i 500mila euro, che servono solo per salvare il suo capitale, alla Pescara Calcio ne servono troppi di piu.
Se lui vuole salvare il Pescara deve mettere più soldi, non le chiacchiere. Io fin'ora non ho versato, perchè non è possibile avere fiducia in un Presidente che si fa pignorare i contributi Lega, ad un incapace.
Io verserò se riusciremo a fare un programma serio con una gestione oculata.
Sono partito con 100mila, ne ho già versati 450, ho fatto i lavori allo stadio.
Abbiamo visto la gara con la Juventus grazie ai miei collaboratori della mia azienda.
Mi auguro che in questi due giorni riusciamo a fare qualcosa di buono.
Io non ho nessuna responsabilità diretta. Marco Papa è mio cognato, lui si è prestato per acquistare le quote inoptate di Renzetti.
Poi Giammarco, Miccini e Galletti mi hanno rimborsato, evitiamo strumentalizzazioni.
Non abbiamo sfiduciato Pincione quando dovevamo perchè non eravamo in grado di affrontare economicamente la gestione.
A questo punto spero che lui non cerchi di opporsi a fare entrare qualcun'altro come del resto ha già fatto.
Ad ogni mossa che tenta a salvare la situazione risponde con una contromossa che blocca il tentativo di salvataggio.
Di gruppi che girano intorno al Pescara ce ne sono molti. Ciò che dice oggi non lo conferma domani.
Il suo avvocato gli ha rimesso il mandato.
Domani credo torneranno all'attacco gli avvocati di Roma, forse.
La condizione per provare a fare qualcosa è che si tiri da parte.
Ci sono altre persone nuove che sarebbero disposte ad entrare. La cosa importante è far entrare soldi in società.
le garanzie che ha presentato? Non so di cosa si tratti, se il Principe telefona a questo direttore, i soldi sono pronti, altro che fare questi giri.
Se Pincione versa, io non li metto. Mercoledi ci sarà l'assemblea di Pescara Calcio e ci sarà la delibera per l'aumento di capitale, da lì ci saranno i tempi per il versamento.
L'aumento di capitale sarebbe già essere dovuto richiesto a Paterna un po di tempo fa.
Io un mese fa ho chiesto in consiglio di fare un piano finanziario a breve e medio periodo, questo alla presenza dei Sindaci.
Nel consiglio successivo non si è parlato di come ottemperare al fabbisogno finanziario e si è rimandato tutto a questa assemblea di mercoledì 30 maggio".
Il 30 maggio successivo pero' arriva l'ennesimo rinvio al quale tornano a succedersi scadenze non rispettate e dichiarazioni fratricide in seno alla società.
Il primo giugno 2007 circa trecento tifosi biancazurri partecipano al consiglio comunale dove attraverso le parole di Stefano Caravaggio esprimono tutto il loro dissenso sull'operato o sull'inerzia delle istituzioni cittadine riguardo la società calcistica che porta il nome cittadino.
La squadra intanto termina il campionato con Brescia in casa e Lecce in trsferta il 9 giugno (due sconfitte) mettendo in campo i giovani. Da segnalare nel 4 a 1 di lecce il primo gol in biancazzurro tra i professionisti del giovane Mazzella. 
Il 13 giugno Di Giacomo, anche se in ritardo, versa la sua quota con soddisfazione di Pincione che continua a rassicurare tutti sulle proprie adempienze.
Il 18 giugno l'assemblea straordinaria della Pescara Calcio s.p.a. da atto dell'avvenuto ripianamento delle perdite infrannuali e della regolare esistenza del capitale sociale. In pratica viene scongiurato il fallimento, con il versamento minimo indispensabile di soldi da parte dei soci, ma tutto rimane ancora poco chiaro su consistenza economica della società e capacità di programmazione. Il Pescara continua quindi solo a sopravvivere.  
Alla fine di Giugno il Pescara riesce a trovare i fondi per l'iscrizione al campionato di C1 solo grazie ad un accordo con la Caripe.  L'istituto bancario riceve a garanzia del prestito gli introiti ricavati dalla risoluzione di alcune comproprietà (Croce, Carozza e Diakitè). purtroppo l'operazione viene effettuata in ritardo e il Pescara riceve un punto di penalizzazione da scontare nel successivo campionato.
La stagione si chiude con la partenza di molti giocatori (Guatieri al francavilla, Antonelli al Chievo, Polito al Catania, Luci all'Ascoli, Zoppetti al Pisa, Martini al Frosinone, Gonnella al Grosseto, Eder Bau' allo Spezia, vantaggiato al Bari) quindi con l'ennesima promessa di Pincione di iniettare capitali nei primi mesi di Luglio.

 

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